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PROGRAMMA DELLA RASSEGNA DI CINEMA
| Giovedì
10 marzo ore 16.30 ------LETTONIA |
I CORTI DI DACE RIDUCE
FIREFLY (Jantarpins)
Lettonia 2002 - 11 m e 54 s.
La lucciola Otis non riesce a tenere acceso
il suo lumicino e, per questo motivo, non riesce a trovare una fidanzata.
Tutte le altre creature del sottobosco, nel frattempo, sono in fermento
per il ballo della notte di mezza estate. Otis cerca una soluzione per
trovare una fidanzata e decide di prendere parte ai festeggiamenti.
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UP AND DOWN (Kaiminu
Buana) Lettonia 2000 - 11 m. e 54 s.
Cose strane stanno accadendo al giardino di
Tiger. Qualcuno ha rubato le sue his carrots e alcune delle carote stanno
crescendo ”up and down’’.
CATS (Kaki) Lettonia 5 m. e 26 s.
Possono essere fastidiosi ma anche dolci e
affettuosi. E' questo il senso un delicato storiaa che vede all'inizio un
vecchio disperato per il continuo miagolio di un gruppo di gatti randagi.
Ogni tentativo di scacciarli fallisce vanamente. Quando però i gatti
entrano nella case del vecchio interrompendo la tragica solitudine il
conflitto finisce e per incanto nasce una delicata amicizia fra l'uomo e
gli animali.
ANTLION 10 m. e 26 s.
Ancora il mondo animale come metafora di
quello umano Tre giovani insetti, accompagnati a scuola dai genitori
trovano modo di allontanarsi, esponendosi a pericoli di vario genere Solo
il senso di solidarietà che nasce fra di loro li aiuterà a salvarsi.
L'esperienza sarà però un'occasione di crescita; il gruppetto si fa
perdonare subito con un gesto di gentilezza verso chi è stato offeso
dalla loro ingenua invadenza.
Dace
Riduze, nata nel 1973, ha studiato alla School for Commerical Art e si
è diplomata a Riga in Arte e teatro. Ha lavorato come animatrice alla
Film Studio AB in Lituania fino al 1997. Ha lavorato in questo settore
al film di animazione "Prop & Berta" e all'animazione
"Grimm and Andersen with a Twist". Il suo primo film animato
come regista è stato "Up and Down" (2000)."
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| Giovedì
10 marzo ore 20.30
LETTONIA |
PITONS
di Laila Pakalnina
(Pitons Lettonia 2003 - 1 h e
28 minuti)

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In una scuola lettone, la
severa direttrice scopre che qualcuno ha fatto la cacca in soffitta.
Decide quindi di iniziare delle umilianti indagini, impedendo agli
alunni di lasciare la scuola finché il colpevole non sarà individuato.
Lo scompiglio, però, scoppia
quando il pitone del fotografo incaricato di ritrarre gli alunni fugge e
sparisce nei meandri dell'istituto. Esplode il panico ed irrompono
poliziotti e pompieri.
E' un film ironico e
simbolico, caratterizzato da lunghissimi piani sequenza. Al pubblico
viene presentato un paese di matti in cui si salvano solo i bambini.
Nessuno è ciò che appare, non si sa chi è l'uomo e chi è l'animale.
Un mondo alla rovescia,
dunque, con personaggi che appaiono e scompaiono continuamente.
Laila Pakalnina,
diplomata all’istituto di Cinematografia di Mosca, ha iniziato la sua
attività nel 1988 ed è autrice
di sedici opere fra cui una serie di documentari. Il Pitone è il suo secondo lungometraggio, dopo The
Shoe del 1998.
Si è presentata alla
ribalta internazionale nel 1996, ha partecipate a numerose rassegne
cinematografiche internazionali (fra
le altre Cannes 1998 dove presenta il film Kurpe, e la 49. Biennale di
Venezia del 2001 dove presenta il cortometraggio Papa Gena)
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| Venerdì
11 marzo ore 17.00
ESTONIA |
SIGADE
REVOLUTSIOON
di
Jaak Kilmi / René Reinumägi
(Sigade Revolutsioon Estonia /
Finlandia 2004 - 100 min.)

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Cento
adolescenti si trovano in un campo autunnale nella repubblica socialista
sovietica dell'Estonia nel 1986, adolescenti pieni di fantasia, di
vitalità come milioni di loro coetanei d'oltre cortina. Lenin e
l'Olimpo marxista li controllano dai cartelloni pubblicitari, i
commissari politici tentano di ridurre e controllare i loro eccessi
ormonali. I ragazzi sono ribelli , non cercano altro se non di perdere
la propria verginità, ballano sulle musiche dei Duran Duran, resistono
all'autorità e riempiono il campo di volantini contro l'invasione
sovietica dell'Afghanistan. Una rappresentazione teatrale organizzata
con i ragazzi finisce per degenerare in pantomima irriverente e scatena
lo scontro, politico e generazionale al tempo stesso.
Jaak
Kilmi nasce nel 1973, vive e lavora in Estonia. Tras terminar i suoi
studi di regia all'Università di Tallin, ha diretto documentari,
lungometraggi e pubblicità televisive. Ha ricevuto vari premi fra cui
il Gran Prix al Festival del Cinema di Poitiers nel 1998 e il Gran
Premio de la Citta di Oberhausen nel 1999 per il suo corto Külla tuli.
Nel 2000 ha girato il corto Simulacrum City per la Biennale di Venezia
dove ha ricevuto il Gran Premio del Festival del Cinema Indiependente
per il corto Inimkaamera. Dal 2001 è membro della Commissione del
Cinema di Estonia.
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| Venerdì
11 marzo ore 20.15
ESTONIA |
NAMES IN MARBLE
di Elmo Nuganen
(Nimed Marmotahvlil, Estonia
2003 - 1 h e 35 minuti)

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Come
nelle vicine Lettonia e Lituania, nemmeno in Estonia è presente
l'industria cinematografica ma, nel corso degli anni, ci sono state
diverse produzioni in collaborazione con altri Paesi, fra cui la
Finlandia per il film "Names in marble" di Elmo Nuganen.Il
film ricostruisce le lotte per la libertà degli studenti estoni contro
i soldati sovietici nel 1918 e la successiva proclamazione della
Repubblica il 24 febbraio. Nella guerra civile in un piccolo paese due
fratelli scelgono posizioni opposte. Nel novembre del 1918, l'esercito
dell'Unione Sovietica conquista le città di Narva e Petser e il governo
dell'Estonia dichiara la mobilitazione generale. In profonda lotta con
se stesso, Ahas, dalle umili origini, si unisce all'esercito dei suoi
compagni di classe e va al fronte. Tra battaglie e avventure lui e i
suoi compagni crescono, ma il destino riserva loro delle amare sorprese.
Direttore artistico del
Teatro Comunale di Tallin, Elmo Nuganen è nato a Johvi, in Estonia, nel
1962. È uno dei più stimati registi teatrali dell'Estonia, rinomato
soprattutto per i suoi brillanti allestimenti dei classici. Le sue
produzioni hanno giocato un ruolo molto importante nel repertorio del
Teatro Comunale, spesso rappresentando il teatro in vari festival. Nimed
Marmortahvlil (Names in Marble)
è il suo primo lungometraggio.
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| Sabato
12 marzo ore 20.00
LITUANIA |
TRE GIORNI
di
Sharunas Bartas
(Trys Dienos Lituania
1991, 84 min.)
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Trys
Dienos è un film che non tutti apprezzeranno. Con pochi dialoghi e poco
movimento, rivela una parte significativa della vita attuale dei paesi
dell’Est. In una piccola città cupa e opprimente (Kalingrad, come si
apprende dalla sinopsi), dove il cielo è sempre grigio e gli edifici
sporchi e in rovina, i poveri si accostano ai meno poveri per sembrare d’essere
ricchi. Le feste si susseguono in un ristorante simil-chic al suono
della lambada. Nel bene o nel male, i bambini e i giovani provano a
sopravvivere. Sorprendentemente l’alcool non è così presente come
nella realtà. Dal punto di vista artistico il film presenta delle belle
vedute e presenta i paesaggi lituani con grande realismo. Non c’è
nulla di allegro nel film, l’oppressione e la bruttezza sono all’ordine
del giorno.” (Anna Manikowska)
Il vagabondare randagio di due giovani in una realtà che è una
prigione a cielo aperto, senza evasione possibile. Teso e
drammaticamente convincente. Di Bartas, molto apprezzato a Cannes '96
(sezione "Un certanin regard") "Few of Us".
Nato nel 1964 in Lituania, nel 1985 è protagonista nel
serial tv "Sixteen-years-olds". Si diploma all'Instituto di
Cinematografia di Mosca. Il debutto cinematografico è il documentario,
in parte amatorial,e "Tofolaria" e il mediometraggio "For
the Remembrance of Last Day" (1989), dove i personaggi recitano se
stessi. "Three Days" (1991), viene premiato al Festival di
Berlino (per l'importanza delle tematiche e la profondità) nel 1992, e
da FIPRESCI per l'originalità dello stile, le tematiche, la fotografia.
Seguono: "The
Corridor" (1994, presentato a Berlino), "Few of Us"
(1995, a Cannes), "Home" (1997, a Cannes).
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| Sabato
12 marzo ore 17.00
LITUANIA |
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THE HOUSE
di
Sharunas Bartas
(France/Portugal/Lithuania
1997, 120 min.)

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Inno
contemplativo alla casa intesa come luogo della quotidianità e della
genitorialità, come luogo di passaggio, di unione e separazione. La casa
come luogo di vita che ospita di volta in volta un matrimonio, un
funerale, un fuoco d'artificio. Qui ciascun personaggio che vive, passa,
entra o esce dalla casa, gioca un suo proprio ruolo. C'è Alex, africano,
Leos, il vecchio Benas, la ragazzina ... Molte figure familiari, dunque, e
molte scene evocate dal protagonista che si rivolge a sua madre.
E'
una sognante, parabola del destino dell'Europa alla fine del XX secolo. La
casa è una indagine quasi interamente priva di parole di un singolo
spazio: un imponente maniero
di campagna presso un lago che può forse essere la fantasia di uno dei
motlti strani e malinconici abitanti che incontriamo. Contrassegnato da un
paio di narratori che parlano ad una invisibile madre, il film volge il
suo attento e silenzioso sguardo in una stanza dopo l'altra, occupate da
quadri viventi, dove i caratteri muti – giovane e vecchio, bello e
brutto, nero e bianco – continuano la loro vita strana, ermetica,
tentando ciascuno di comunicare con gli altri, come regioni a sé stante.
Una difesa dunque rivolta alla preservazione delle culture locali, questa
fantasia cinematografica il colori tenui è una sorta di ammirata
contemplazione della condizione di vita nella Lituania di oggi.
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