Associazione Culturale "Medianaonis"

Sara Valentina
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Foto Sara Valentina

MOSTRA DI ART DESIGN

di Sara Valentina

 

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Flamenco di vetro

 di Paolo Venti

Nella trasparenza che si fa colore sta il paradosso, il segreto, il fascino di questa splendida mostra, di questa straordinaria artista, di questi oggetti. Il vetro di per sé è leggerezza fragilità, trasparenza, non si interpone prepotente come l'acciaio o la pietra ma ha un segreto: in silenzio, sottovoce, altera la percezione delle cose, le ingrandisce o le avvicina se lo lavoriamo in forma di lente, le colora se prima della fusione mescoliamo alla silice pigmenti, terre. Lo sanno i vetrai da millenni, lo sanno a Murano, lo sa bene Sara Valentina che del vetro ha fatto metà della sua vita trasformando un'azienda artigianale ben avviata in una fucina di pezzi unici, di gioielli per il corpo e l'arredamento. Qui davvero il confine fra arte e design si assottiglia perché la carica di entusiasmo di passione che permea anche gli oggetti seriali, le collezioni, è tale che nell'oggetto conosci già la persona che l'ha immaginato, ti paiono davvero un tutt'uno. Le possibilità del vetro colorato sono così tante, la paccottiglia e il kitsch ci hanno reso diffidenti sicché per avere arte oggi occorre un di più, occorre ridare leggerezza al materiale, contestualizzarlo, coniugarlo. E' quello che con grande sensibilità e saggezza riesce a fare l'artista quando innesta inserti colorati sulla trasparenza della lastra, quando stilizza gli oggetti con un'eleganza che esula da qualunque fronzolo per aspirare alla forma pura. Quando, come in questa mostra, inventa un universo nuovo per i suoi vetri e li coniuga con l'altra metà della sua vita, la danza, il flamenco. Binomio inusuale ma estremamente suggestivo e soprattutto estremamente produttivo. Se il flamenco è ritmo che si fa movimento, gesto che esprime un carattere, curva che si fa seduzione ecco che in questo movimento i vetri di Sara prendono vita, danzano anch'essi. Le wall collier, queste straordinarie collane di arredamento, appese al muro e sfumate nella gamma dei colori dell'iride, oscillanti e verticalissime, fisse e capaci di muoversi, fragili e sicure sono metafora della danza, sono il nervo che la musica mette in movimento, sono la spina dorsale che segue la passione nella flessuosità dei movimenti. Linee invisibili di nylon che si espandono per miracolo in aloni, macchie colorate per una forza interna incontenibile e calda. Pentagrammi che suonano da soli, basta che un refolo di vento li attraversi e li metta in vibrazione. Le metafore si completano e si rincorrono: uno dei leit motiv di Sara, il vetro tagliato a "macchia" diventa via via bolla, leggera, portata dal vento nella trasparenza dei pannelli che ti accompagnano all'ingresso della mostra, ma diventa perla di collana, foglia di questo magica foresta capovolta, mondo incantato e rovesciato in cui possiamo perderci davvero nella libertà della favola, nel miracolo dei colori. Ma le stesse macchie sono sui vestiti delle danzatrici, perché davvero la musica muove i corpi generando nuclei di energia vitale, di forza magnetica e policroma. Sono da sempre il segno di riconoscimento delle ballerine di flamenco, i lunares appunto, che danno il nome alla mostra. Corpi, sagome, vetri, colori si congiungono nella scenografia pensata apposta da Sara per questa occasione, nelle silouettes che fanno da sfondo alla danza, a chiudere con grande raffinatezza un percorso capace di condurre il visitatore-spettatore in un altrove appassionato. Chi saprà distinguere danza, musica, forma, colore in questa che è mostra e performance ad un tempo, esposizione ed esibizione? Una osmosi e un reciproco arricchimento legano qui vetro e flamenco con risultati felicissimi. Nel fuoco della passione nasce la danza ma è lo stesso fuoco in cui si è amalgamato il vetro, e del vetro la musica di Spagna ha tutta la nitidezza e l'inflessibilità. Sotto i tacchi della ballerina di flamenco tutta la vita sembra vetro, duro, sonante ma pronto a spezzarsi d'un tratto, come la passione che può in pochi istanti esaltare e annichilire. Entrate allora, passate sotto la grande foresta e non sforzatevi nemmeno di distinguere colori e ritmi, danza e design. Sono la stessa cosa, come avviene solo per miracolo nella magia dell'arte.