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E
il Meduna diventa" set" per un film giallo
Lo
ha firmato un'insegnante regista cordenonese
L'opera prima, tratta da un
romanzo verrà presentata il 7 dicembre all' «Aldo Moro»
Cordenons Dalle pagine
de "Il rimorso di Staligial" alle immagini e alle voci di "Meduna": un viaggio dallo stile neorealista e
intimistico all'interno
dell'inquietudine della vita quotidiana
che da romanzo giallo ancora nel cassetto trova ora il suo epilogo in un video. Il
tutto con sullo sfondo, narrato e
raccontato, le piccole comunità della
Vai Tramontina e i luoghi dei Comuni di Meduno, Poffabro e Cordenons. A
fare da filo conduttore della pellicola sono le sponde del fiume che le ha dato
il nome e lungo le quali i
protagonisti, Giulia e Valerio,
si ritrovano a più
riprese da soli a meditare in un
alternarsi di flash back che rimandano alla storia narrata
nel romanzo. "Meduna" è il
primo mediometraggio realizzato in proprio e con mezzi amatoriali e attori
presi in prestito dalla sua cerchia di amicizie dalla neoregista e sceneggiatrice
Giulia Bozzola, insegnante di lingua al Liceo Leopardi Majorana di Pordenone e
cordenonese di adozione. Prodotta, con il contributo della Regione e
del Comune di Cordenons,
dall'associazione culturale cordenonese Media Naonis, la pellicola gode anche
del patrocinio del Comune di Meduno, della Comunità
Montana e del Circolo culturale
Castel Mizza di Cavasso Nuovo e sarà
presentata per la prima volta al pubblico mercoledì 7 dicembre, con inizio alle
20.45, all'auditorium del Centro Culturale Aldo
Moro. A
introdurre la serata che avrà ingresso libero ci sarà il poeta Gianmario
Villalta, mentre per l’occasione Bruno Cesselli, musicista pordenonese di fama
internazione legato al jazz e al cinema, suonerà dal vivo la colonna sonora del
video da lui stesso composta. La fotografia e il montaggio della pellicola sono
invece di Monica Annunziato, laureata in Tecniche multimediali a Pordenone e
anche lei alla sua prima esperienza, mentre la consulenza tecnica è stata
del professionista Paolo Dalmazi e della
"Piuzzi Spettacoli" di Cordenons. Un team che ha condiviso
un'avventura durata un anno tra produzione
e post produzione e che
per Giulia Bozzola ha coinciso con un «esperienza emotivamente forte trascorsa
immedesimandomi e condividendo
con i personaggi che io stessa
avevo creato l'inquietudine e l'ansia
di fronte alle domande che noi tutti prima o poi
ci poniamo. Tra queste quella sulla morte». Perché fare un video? «Avevo
voglia di raccontare una storia - spiega
l'autrice' - e l'ho fatto
prendendo spunto da una mia esperienza di insegnamento
fatta anni fa in una scuola del comune di Meduno. Di biografico però nel
libro così come nel video c'è
solamente questo input iniziale, dopo di che
la storia si snoda in modo autonomo». In
"Il rimorso di Staligial",
rimasto per il momento ancora nel cassetto, la protagonista, un insegnante di
scuola media, narra in prima persona la vita di una comunità della Vai Tramontina e mette così in luce aspetti inconfessabili della stessa. Il suo
antagonista è Valerio, un
collega. Al centro ci sta una morte di un
alunno che alla fine resta senza colpevole, ma che
diventerà l'occasione per far meditare". Il video risolverà il mistero?
«No, non è necessario. La
pellicola - aggiunge
Bozzola - è più intimista: nei
32 minuti di video Greta
e Valerio, allontanatisi a causa
di quell'evento traumatizzante,
si interrogano, per altro senza darsi risposta, se è meglio
restare legati al passato o piuttosto
non cercarsi più». E per
finire l'ambientazione. Che ruolo ha nel film il nostro fiume Meduna? «E'
l'ideale punto di incontro in
cui a più riprese ritornano
tutte le situazioni. Un luogo che raccoglie i pensieri dei protagonisti, che
infondo sono anche i nostri». Milena
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