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Qui sotto puoi leggere i testi critici di Alessandra Santin
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TROVARE_TROVARSI /
Alessandra
Santin
Strattono un po’ il
guinzaglio in malo modo
per risucchiarti in questo mondo umano
dove le vie hanno un nome
ben scritto, bello in alto
così sappiamo almeno dove siamo
Paolo Venti
Gli artisti writers sono di casa nel mondo.
Trovano ovunque il loro luogo e lo rappresentano col Tag, qualcosa più della
sigla della propria firma. Non solo una rappresentazione di se stessi ma
soprattutto di se stessi in quel luogo e in quel momento. Lucido istante che
supera, nel finito compiuto, la bellezza dell’eternità e dell’immensità.
Qui Io Ora . Ed è tutto. Niente da possedere, da perdere, da trovare. Ogni città
meridionale e bianca, come quelle che si affacciano sul Mediterraneo; ogni città
americana, romana o medievale con lo schema a scacchiera, labirintico o
concentrico; ogni città andalusa che risente
della composizione a “cervello” di origine araba; ogni città ideale
per perdersi, come amava fare Walter Benjamin, si conferma per Pierluigi Slis
luogo infinito, investito di una luce particolare in cui trovarsi. Una luce
difficile da definire, buia. Densa di significato non perchè ha connotazioni
divine, ma perchè infonde un senso di nostalgia e di speranza per qualcosa di
trovato. Quel qualcosa che dà vita a opere in cui l’immaginario, il reale e
il mito si fondono in una sintesi architettonica tra natura e cultura. Tale è
la condizione umana. In essa la visione prospettica sfuggente e impalpabile si
dispiega in un tempo astorico. Lunghe vie
simmetriche annunciano percorsi da scoprire, sentieri dell'iniziazione:
l'equivalenza tra perdersi e trovarsi, esistere ed essere, ’io, luogo, forma
antropica, scorrere ineludibile del tempo. Il video notturno e in controluce
ribadisce l’azione del tag cancellato, negato, coperto, perduto, che nella
soluzione finale ritrova la forma del tag stesso: PG. Trova l’uomo che può
trovare_trovarsi ancora.