Associazione Culturale "Medianaonis"

Mostre Chiara Tavella
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Mostre organizzate da Chiara Tavella

per il 2010

clicca sull'immagine per leggere il testo critico di Chiara Tavella
relativo alle mostre di gennaio febbraio marzo 2010
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Controtempo
a cura di Chiara Tavella

“Controtempo”, in musica, è lo spostamento degli accenti forti sui tempi deboli della battuta, per dare un maggior impulso dinamico alla frase musicale. In pratica un ritmo sincopato, spezzato, che si sovrappone al tactus naturale e contrasta il tempo dato. 
Questo ciclo di tre mostre assume tale valore: contrastare, spezzando e sincopando, la proposta critica presentata l’anno scorso per “Un anno d’arte” e… perché no, andare anche un po’ “contro”, in primis contro se stessi: nelle tre mostre da me presentate nel 2009 emergeva una polarità astrazione-figurazione in cui, accanto al ruolo forte dell’astrazione, si poneva con altrettanto forte necessità il polo del video e della video installazione, intesi come nuovi linguaggi in grado di ereditare almeno in parte la funzione “rappresentativa” detenuta tradizionalmente dalla pittura. 
Quest’anno invece l’orizzonte di riferimento è quello della figurazione, espressa con linguaggi prevalentemente pittorici, entro cui individuare, tra le infinite proposte possibili, tre percorsi emblematici, esempio di atteggiamenti, temi, mondi creativi diversissimi tra loro, anche per ragioni generazionali. E questa diversità è tanto più evidente in quanto un unico tema, il mondo dell’infanzia, è presente, anche se non in modo esclusivo, nell’attività di tutti e tre gli artisti e viene proposto in questa occasione.
Un’abiura, un ritorno all’indietro o, peggio, un “ritorno all’ordine”?
No di certo. Semplicemente, un modo per allargare il campo visivo, estendendolo a forme che, se non rappresentano la punta dell’iceberg delle nuove tendenze visive, albergano comunque a pieno diritto nel paesaggio artistico contemporaneo. Anzi, nella loro apparente “inattualità”, nella loro “anti-modernità”, rappresentano spesso un osservatorio privilegiato sulla società attuale.


Gli artisti proposti per l’edizione 2010 di Un anno d’arte rappresentano dunque tre voci diversissime e in modo diverso apparentemente inattuali: Sgubin esempio di una pittura senza tempo, con il suo lirismo intenso, che ha in realtà profonde radici nelle poetiche ‘900; Tracanelli un outsider, volutamente al di fuori degli schemi, ma tragico osservatore della [in-]civiltà attuale; Pignat anch’essa programmaticamente estranea al sistema dell’arte, alle sue falsità, impegnata a creare una sorta di zona libera della creatività. Tre voci fuori dal coro, in cui l’arte torna ad essere emozione, pensiero, parola non più chiusa nell’afasia delle complicazioni intellettualistiche e di certe esasperazioni neoconcettuali molto di moda nell’ambito della ricerca estetica considerata d’avanguardia. Un controcanto, capace di tirar fuori un impensabile affondo nella ricerca di senso sull’oggi.

Chiara Tavella