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ARTICOLO SULLA MOSTRA DEGLI ARTISTI ITALIANI IN POLONIA E' stata inaugurata il 15 aprile alle ore 17.00 la mostra Immagini/Riflessi presso il Muzeum Miejskie di Wroclaw nella sala Arsenal dove sarà visitabile fino al 2 maggio. La mostra nasce dalla collaborazione fra l'Accademia d'arte di Breslavia e l'Associazione Medianaonis di Cordenons e rientra nello scambio annuale fra artisti italiani e quelli di una nazione europea (negli anni passati iniziative analoghe hanno visto coinvolte Izola in Slovenia, Krastal in Austria, Labin in Croazia). L'Associazione Medianaonis organizza ogni anno nove mostre di artisti del Triveneto presso il Centro culturale "Aldo Moro" di Cordenons e gli artisti coinvolti vengono poi presentati all'estero. Dal 4 al 25 settembre un gruppo di undici artisti polacchi che ruotano attorno alla Akademia Sztuk Pieknych di Wroclaw presenteranno le loro opere qui da noi, grazie all'intelligente mediazione di Anna Kramm, artista e docente della scuola nonché perfetta italofona. Per il montaggio e l'inaugurazione della mostra a Wroclaw sono andati in trasferta il Presidente di Medianaonis, il prof. Mario Giannatiempo, il prof. Venti Paolo nella veste di critico e due degli artisti esposti, Ado Furlanetto e Luigi Buso. L'esperienza di pochi giorni è stata straordinaria dal punto di vista artistico e umano. Il clima dell'accademia era entusiasmante quanto a fermento, vitalità, creatività: 800 studenti impegnati in grafica, pittura, scultura, laboratori in continua attività, corridoi trasformati in gallerie d'arte testimoniano il perdurare di una attenzione all'arte che nei paesi dell'Europa orientale ha tradizioni antichissime. Ma un viaggio in Polonia in questi giorni è un'esperienza toccante perché permette di vedere il dolore di un popolo che ha perso d'un tratto gran parte della sua classe dirigente. La Stare Miasto, la bellissima piazza principale di Wroclaw, è letteralmente un tappeto di ceri accesi, di fiori, con due guardie d'onore e un via vai continuo di persone che rendono omaggio al Presidente. Vi è un dolore autentico, un senso di smarrimento collettivo, e più di un artista con cui abbiamo parlato all'Akademia ci ha risposto in lacrime quando abbiamo chiesto notizie della strage. E' incredibile come le due emozioni, l'arte e la tragedia, si incontrino davanti all'urgenza di esprimere il dolore: nell'atrio dell'Akademia già due giorni dopo il disastro una scultura in legno del maestro Zyśko ricordava l'incredibile simmetria fra la strage di Katyn avvenuta settant'anni fa e lo schianto dell'aereo, due pilastri spezzati e ricomposti, nodi e grovigli di corde e di ferri a evocare la violenza degli uomini e la violenza del caso. |